Storia locale

FAUSTINO BETTONI

Faustino Bettoni nasce nel 1831 a Mologno di Casazza (Bergamo) da una famiglia aristocratica.

Frequenta i corsi del Liceo-Ginnasio mariano di Bergamo ma nel 1848, a seguito di un diverbio con un docente austriaco, viene arrestato per pochi giorni. A luglio dello stesso anno, divenuto maggiorenne, decide di trasferirsi a Lugano per evitare problemi alla famiglia. Rientrato dopo qualche tempo in patria, si iscrive alla facoltà di farmacia dell’Università di Padova e poi di Pavia.

Nel 1859 viene nuovamente arrestato insieme ad alcuni studenti con l’accusa di “perturbazione della pubblica tranquillità”, per aver partecipato a una manifestazione con coccarde tricolori. Incarcerato per cinque mesi nei Piombi di Venezia, nel 1860 si imbarca con il primo contingente di volontari per la Sicilia, arruolato nella 7° Compagnia dei Mille comandata da Benedetto Cairoli.

Conclusa la campagna, il 21 dicembre 1860 completa gli studi a Napoli, conseguendo il titolo professionale, e inizia ad esercitare in Piemonte. Dopo la morte dei genitori ritorna a Mologno. A 34 anni sposa Francesca Bozzola, di Vercelli, da cui ha tredici figli.

 Nel 1873 cede l’attività per motivi di salute. Muore il 20 settembre del 1903.

 

 

giubba bettoni

LA CAMICIA ROSSA

La leggendaria camicia rossa viene utilizzata per la prima volta negli anni Quaranta dell’Ottocento in Sudamerica, quando Garibaldi alla testa della legione italiana combatte per l’indipendenza dell’Uruguay.

Nell’urgenza di procurarsi una divisa, nel 1843 vengono acquistati dei grembiulotti di cotone grezzo e di colore rosso, destinati in origine ai macellai argentini ma da questi rifiutati: di qui il colore. Il tessuto è una pesante flanella, buona per tutte le stagioni.

La camicia rossa diventerà famosa in occasione della Spedizione dei Mille (1860). Confezionata a mano, secondo la tradizione sarebbe stata tinta a Gandino, nelle numerose manifatture locali.

 

L’IMPEGNO POLITICO DI FAUSTINO BETTONI

La passione patriottica manifestata nel 1848 dall’appena diciottenne Faustino Bettoni cresce e si consolida negli anni di più dura sottomissione del Lombardo-Veneto alla dominazione austriaca, per diventare partecipazione armata nel 1860.

 Come molti altri giovani studenti universitari e futuri professionisti Bettoni aderisce con convinzione agli ideali dell’Unità nazionale.

 L’armistizio di Villafranca (11 luglio 1859), che pone fine alla Seconda guerra d’indipendenza, è vissuto come una sconfitta dai patrioti che l’anno dopo non esitano ad arruolarsi con Garibaldi. Faustino, impossibilitato a combattere nel ‘59 perché incarcerato a Venezia, parte ancora più entusiasta per la spedizione di Sicilia.

 Garibaldi evidentemente ha modo di conoscerlo personalmente se nel 1862, ospite alle terme di Trescore per motivi di salute, si reca a Mologno per incontrarlo. Dopo l’Unità il suo impegno politico continua nelle file dei democratici, come attestato dagli scambi epistolari con Carlo Antongini e con i fratelli Francesco e Luigi Cucchi.

 

bettoni 

LE FARMACIE DI BERGAMO

            A partire dalla metà dell’800 il farmacista, grazie alle continue sperimentazioni in laboratorio e alle nuove conoscenze chimiche, acquisisce maggior considerazione sia nell’ambito sanitario che in quello sociale. Contribuisce a questo riconoscimento anche la normativa nazionale che dal 1888 (legge 22 dicembre n. 5849) regolamenta e uniforma in tutto il territorio l’esercizio della professione.

Alla soglia cronologica del 1846 nel territorio bergamasco risultano 165 farmacie, di cui 137 in Provincia e 28 in città. Nel 1889 a Bergamo le farmacie sono ridotte a 19, di cui una in Piazza della Legna (oggi Piazza Pontida), una a Valesse e due in Corso di Prato (l’attuale Sentierone).

Il 25 settembre 1915 la Prefettura di Bergamo approva la nuova pianta organica delle farmacie della città, a norma della legge 22 maggio 1913 n. 468. La città viene suddivisa in dodici zone, a ciascuna è assegnata una farmacia, per un totale di venti. A queste, nel 1930, si aggiunge la farmacia interna al nuovo ospedale “Principessa di Piemonte”.

FARMACIE IN BERGAMO 

LA FARMACIA TERNI

La farmacia Terni nasce il 29 luglio 1845, quando Lorenzo Terni acquista da Pietro Offredi la drogheria spezieria aperta alla fine del XVIII secolo e sita in Borgo S. Antonio n.1289 (oggi Via Pignolo).

Tra il 1855 e il 1859 l’attività viene spostata in Piazza Cavour n.13, nella zona della fiera, all’angolo dell’edificio che racchiude le botteghe, di fronte alla chiesa di San Bartolomeo. È una scelta strategica: l’area della fiera è tradizionalmente luogo di commerci e di passaggio. Qui si trasferiscono nel 1872 anche gli uffici comunali, mentre intorno prende forma la “nuova città” al piano.

Nel 1902 Benvenuto Terni, figlio di Lorenzo, cede la farmacia a Celestino Polli che ne consolida l’attività ricevendo importanti riconoscimenti nazionali e internazionali (la medaglia d’oro all’Esposizione di Londra del 1907, il gran premio e la medaglia d’oro all’Esposizione invenzioni moderne di Milano nel 1909 e la medaglia del Ministero dell’agricoltura industria e commercio all’Esposizione internazionale di Roma del 1913).

A inizio ’900, dopo i lavori di demolizione del recinto esterno della fiera e la riedificazione dell’area secondo i progetti del nuovo centro piacentiniano, la farmacia Terni viene trasferita all’interno del quadriportico del Sentierone, dove si trova ancora oggi. Alla morte di Celestino Polli la moglie ed i figli ne continuano l’attività sino al 1939, quando subentra Carlo Bossi, i cui discendenti sono gli attuali proprietari.

 fARMACIA tERNI