I "Miracolosi"

1. Aspirina
L’Aspirina è il farmaco da Guinness dei primati, il più venduto al mondo. Ha effetti analgesici, antinevralgici, antireumatici, antinfiammatori e protegge dall'infarto miocardico. Il principio attivo utilizzato è la salicina, ricavabile in natura dalla corteccia del salice bianco, la cui efficacia era già nota nell’antichità a Ippocrate e Galeno. Nel 1853 il chimico francese Charles Frédéric Gerhardt ottenne in laboratorio l'acido acetilsalicilico. La formula venne poi perfezionata dal farmacista tedesco Felix Hoffmann, il quale adattò il prodotto per l’uso terapeutico. Infine nel 1899 l'azienda tedesca Bayer mise in commercio questo farmaco con il nome Aspirina.
2. Barbiturici
I barbiturici sono una famiglia di farmaci con effetti ansiolitici, sedativi e contro l'insonnia. Il loro uso nel Novecento è stato crescente, in risposta alle nuove sfide della modernità. Il capostipite dei barbiturici può essere considerato il Veronal, sintetizzato nel 1903 da Emil Fischer e da Joseph Freiner von Mehring; quest’ultimo lo chiamò così in onore della città di Verona, che ricordava come un luogo particolarmente tranquillo. Un tempo i barbiturici erano spesso usati dai suicidi – fece scalpore quello di Marilyn Monroe nel 1962 con 47 pastiglie – e ancora oggi entrano nella composizione dell'iniezione letale per i condannati alla pena di morte (Pentothal Sodium); inoltre sono ancora utilizzati in sala operatoria per l'anestesia. Come tranquillanti negli ultimi anni i barbiturici sono stati sostituiti efficacemente dalle benzodiazepine: il famoso Valium (1963), e poi Ansiolin, Lexotan, Tavor sino al più recente Prozac. .
3. Chinino
Il chinino ebbe un ruolo decisivo nella lotta alla malaria, che prima delle bonifiche era diffusa in molte regioni d’Italia (al sud, ma anche nel Veneto e in Emilia-Romagna) e nelle colonie africane. È un alcaloide naturale ottenuto dalla pianta di china (Cinchona officinalis, famiglia Rubiaceae), originaria della regione andina, dove era già utilizzata dagli indigeni contro le febbri. Nel 1811 il medico portoghese Bernardino Antonio Gomes isolò dalla corteccia della china la cinconina, da cui fu poi ricavata la chinina, alla quale si devono le proprietà antipiretiche e soprattutto antimalariche. Nel 1853, con decreto regio, fu istituito lo Stabilimento chimico-farmaceutico militare a Torino (poi trasferito a Firenze dopo la fine della Prima guerra mondiale), al fine di produrre il chinino su larga scala. Con le leggi del 1895 e del 1900 il chinino divenne monopolio di Stato, venduto nelle tabaccherie in compresse lievemente dolcificate. Grazie a questi provvedimenti la mortalità a causa della malaria calò drasticamente, passando da circa 16.000 vittime nel 1895 a 7.838 nel 1905.
4. Cicuta
La cicuta (Conium maculatum, famiglia delle Apiaceae) è una pianta velenosa assai comune, ancora più pericolosa perché può essere scambiata per il prezzemolo. Contiene alcaloidi neurotossici che provocano paralisi neuromuscolare, formicolio, cefalea e infine morte… proprio come nel caso di Socrate, che fu la più famosa vittima della cicuta, come ci racconta Platone. Era utilizzata, sotto forma di tintura o cataplasmi, per i suoi effetti calmanti.
5. Cloroformio
Il cloroformio è l’anestetico per eccellenza: incolore, dolciastro, volatile. Fu scoperto nel 1831, contemporaneamente e indipendentemente, dal chimico e medico statunitense Samuel Guthrie, dal farmacista francese Eugène Souberain e dal chimico tedesco Justus Freiherr von Liebig. Verso la metà dell’Ottocento veniva utilizzato in Inghilterra per anestetizzare le partorienti; nel 1853 fu somministrato anche alla regina Vittoria in occasione del suo settimo parto. Col tempo al cloroformio fu preferito l’etere etilico, già conosciuto nel Rinascimento: lo cita Paracelso, mentre riceve questo nome dallo stampatore tedesco Johann August Sigmund Froben. Da ricordare tra gli anestetici anche il protossido di azoto, scoperto a fine Settecento, e detto anche gas esilarante per i suoi effetti. Oggi per l'anestesia (nessuna sensazione) si usano sostanze più efficaci e meno tossiche.
6. Cortisone
LIl cortisone è un ormone che fu isolato dalla corteccia della ghiandola surrenale nel 1934 negli Stati Uniti da Edward Calvin Kendall. Dal 1949 fu impiegato per la cura delle malattie reumatiche e nel 1950 venne introdotto nella farmacopea insieme ad altre terapie ormonali. La crescita delle allergie ha reso molto popolare farmaci antinfiammatori a base di un cortisonico, come il Bentelan. Associato ad altre sostanze, come per esempio gli antibiotici, il cortisone è oramai di vasto impiego con il duplice vantaggio di essere al tempo stesso antinfiammatorio e/o antiallergico e antinfettivo.
7. Digesivo antonetto
Il Digestivo Antonetto è un ottimo esempio di un prodotto cosiddetto da banco, cioè che non richiede ricetta. A base di carbonato di calcio, viene venduto ancora oggi in compresse masticabili con aromi diversi per curare i sintomi della gastrite. Fra i vari digestivi antiacidi ricordiamo anche la Citrosodina, effervescente granulare e in compresse, anch’essa per lungo tempo uno dei farmaci più venduti in Italia. Entrambi furono sostenuti da massicce campagne pubblicitarie nell’Italia del boom economico, dove lo stress della competizione quotidiana creava nuove patologie.
8. Digitale purpurea
La digitale purpurea (Digitalis purpurea, famiglia delle Schrophulaceae) è una pianta tanto bella quanto velenosa, facilmente riconoscibile per i caratteristici fiori a campana, simili a un ditale. Nel 1785 il medico e botanico inglese Will Withering descrisse l'efficacia del suo succo, in piccole dosi, nella cura di malattie cardiache, poiché i suoi componenti agiscono sulle funzioni contrattili, elettriche e meccaniche del cuore. È ancora oggi utilizzata in farmacologia, ma nei primi tempi dovette superare molte resistenze in quanto era un’erba abitualmente utilizzata dalle streghe per le loro pozioni...
9. Elisir di lunga vita
L’elisir di lunga vita sarebbe senza dubbio il farmaco più richiesto… se solo esistesse! Dall'arabo al-lksir, lungo tutto il corso della storia diverse pozioni o farmaci vennero spacciati per elisir di lunga vita, con mirabolanti promesse di eterna giovinezza o di miracolose guarigioni. A questa preparazione è spesso associato il nome di Thot, divinità egizia con corpo umano e testa di ibis o di babbuino, o di Ermete Trismegisto, leggendario maestro di sapienza nella cultura ellenica. Per preparare l'elisir di lunga vita si confidava anche nella pietra filosofale, il sogno degli alchimisti per la sua capacità di trasformare i metalli vili in oro e di contrastare la corruzione della materia. Più modestamente, in campo farmaceutico, un tempo si denominava elisir una soluzione idroalcolica terapeutica composta di diversi elementi.
10. Generici
I generici sono quei medicinali che, dopo accurati studi clinici, presentano caratteristiche equivalenti (poiché utilizzano lo stesso principio attivo) a prodotti di marca non più coperti da brevetto clinico sui principali mercati farmaceutici mondiali. Nel nostro Paese questi farmaci sono stati introdotti nel 1995 e dal 2005 è stato mutato l'aggettivo da generico a equivalente per evitare che si potesse ipotizzare una inferiore qualità del medicamento. Dal settembre 2001 quasi tutti i medicinali, salvo specialità particolari, possono essere equivalenti. Ovviamente il vantaggio sta anche nel loro prezzo, più economico a parità d’efficacia.
11. Insulina
L’insulina ha permesso a milioni di diabetici di tenere sotto controllo la malattia (che può causare coma iperglicemico, cecità, cancrena ecc.), migliorando in maniera decisiva la qualità della loro vita. L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas per regolare i principali processi metabolici dell'organismo, in particolare il metabolismo degli zuccheri, ma anche dei grassi e delle proteine. Si deve a questo ormone per esempio l’insorgere del senso di sazietà. All’inizio degli anni Venti si scoprì che l'insulina, insieme a una dieta adeguata, era la terapia idonea per curare lo squilibrio glucidico (diabete mellito). Dapprima l’insulina veniva iniettata, oggi si preferisce assumerla per via orale. L’insulina può essere sintetizzata in laboratorio o ricavata dai maiali grazie alle biotecnologie.
12. Mandragola
La mandragola (Mandragora officinarum o Atropa mandragora, famiglia delle Solanacee) è una pianta mediterranea tossica. Contiene alcuni alcaloidi, fra cui la mandragorina che ha azione antispasmodica e di dilatazione della pupilla (come l'atropina). Nei secoli passati la mandragola colpì l’immaginazione soprattutto per la sua radice antropomorfa (che ricorda cioè il corpo umano) e questa circostanza favorì l'idea che avesse virtù magiche e afrodisiache. La Bibbia la cita nella Genesi contro la sterilità, mentre Ippocrate di Kos le diede il nome. Nel 1524 Niccolò Machiavelli pubblicò la commedia La Mandragola, considerata il capolavoro del teatro cinquecentesco.
13. Morfina
La morfina è l'alcaloide principale contenuto nell'oppio. Si ricava dal lattice prodotto dall'incisione della capsula del Papavero del sonno (Papaver somniferum o Papaver officinalis, famiglia delle Papaveraceae). È un potente analgesico, ancora oggi utilizzato contro il dolore acuto; occorre tuttavia personalizzare le dosi perché provoca assuefazione. Nel 1805 la morfina fu isolata dal farmacista tedesco Friedrich William Adam Serturner, mentre nel 1925 fu sintetizzata dal chimico scozzese Robert Robertson. Dall'oppio derivano anche altri alcaloidi, come la codeina, usata per calmare la tosse. Nella storia della farmacia ha un'importanza particolare il laudano, un composto a base di oppio e di alcol, con effetto analgesico, preparato dal medico svizzero Paracelso nella prima metà del Cinquecento per attenuare tosse, diarrea e coliche. In Italia da molti anni è proibito poiché considerato uno stupefacente.
14. Noce vomica
La noce vomica (Strychnos nux vomica, famiglia delle Loganiaceae) è originaria dell'India e cresce nel Sud-est asiatico e in Australia. Dai suoi semi si ricava la micidiale stricnina, scoperta nel 1818 dai farmacisti francesi Pierre Joseph Pelletier e Joseph Bienaimé Caventou. La stricnina ha sapore amarissimo, metallico, e se non si interviene in tempo con la lavanda gastrica provoca convulsioni, contrazioni muscolari, cianosi, arresto temporaneo o definitivo del respiro e quindi decesso. In dosi infinitesimali è usata nelle medicine alternative.
15. Olio di Ricino
Il tristemente famoso olio di ricino (Ricinus communis, famiglia delle Euphobiaceae), che i fascisti somministravano con la violenza agli oppositori politici, si ricava dal ricino, una pianta i cui frutti contengono semi velenosi ricchi di acido ricinoleico, che provoca un intenso effetto purgativo. Il ricino è originario dell'Africa tropicale e attualmente è assai coltivato in India, Cina e in Sudamerica. Da qualche anno però l’olio di ricino è caduto in disuso a favore di altre preparazioni più efficaci e meno tossiche, come la dolce Euchessina, il Confetto Falqui (Basta la parola!) o il più moderno Guttalax. Il ricino viene invece coltivato per uso industriale, come lubrificante o per fabbricare saponi, cere, tessuti, concimi ecc.
16. Paracetamolo
Il paracetamolo (o acetominofene) fu sintetizzato per la prima volta dal chimico americano Harmon Northrop Morse nel 1878. I principali effetti di questo farmaco sono analgesici e antipiretici, cioè riduce il dolore e abbassa la febbre. Il suo uso è iniziato nel 1949 ed è ancora assai diffuso (per esempio con il marchio Tachipirina) perché può essere somministrato a qualunque età; inoltre secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è il primo farmaco da usare come analgesico
17. Penicillina
La penicillina ha rivoluzionato radicalmente la terapia di molte malattie infettive, aprendo la grande stagione degli antibiotici. L’efficacia della penicillina contro i batteri fu scoperta per caso nel 1928 dall’inglese Alexander Fleming (Premio Nobel per la Medicina nel 1945), ma solo alla vigilia della Seconda guerra mondiale il farmaco poté essere commercializzato. La penicillina arrivò in Italia con le truppe anglo-americane (insieme al DDT con il quale venne debellata definitivamente la malaria) e fu poi prodotta a Milano dalla Società Prodotti Antibiotici Spa del microbiologo Carlo Callerio, che mise in commercio la prima penicillina nazionale: Supercillin iniettabile e Prontocillin in compresse. Gli antibiotici si moltiplicarono rapidamente: per esempio nel 1944 Selman Abraham Waksman estrasse la streptomicina efficace contro la tubercolosi.
18. Pillola anticoncezionale
La pillola per definizione fu messa in vendita all’inizio degli anni Sessanta negli Stati Uniti (Enovid) e poi in Europa (Anovlar), avviando una silenziosa rivoluzione nel campo della vita sessuale e della famiglia. Deriva dalle sperimentazioni di Gregory Goodwin Pincus, fisiologo, John Rock e Celso Ramon Garcia, ginecologi-ostetrici, Min Chueh Chang, biologo. La pillola si basa sulla combinazione di piccole quantità di estrogeni e progestinici per impedire l'ovulazione e quindi la fecondazione. Le versioni attualmente in commercio hanno quantità sempre minori di ormoni e quindi minori effetti collaterali. La pillola può essere prescritta anche per il trattamento di alcune patologie, per esempio come regolatore mestruale.
19. Polvere di mummia
La Polvere di mummia (all'arabo mumiyya) si riteneva avesse virtù curative per amenorrea, asma, cefalee, coliche, disfunzioni sessuali ecc. Già il famoso medico arabo Avicenna, intorno all’anno Mille, segnalava le virtù del Bitumen iudaicum, miscela di idrocarburi proveniente dal Mar Morto. Nel XVI secolo, scarseggiando il bitume, si ricorse alle mummie egiziane, polverizzando una sostanza bituminosa reperita nell'addome e nel cranio dei cadaveri imbalsamati, ma anche altre parti della mummia, comprese le bende. La polvere di mummia fu intensamente commerciata già nel Medioevo e ancor più nell’Ottocento, quando in seguito alla spedizione di Napoleone scoppiò l'Egittomania, tanto che spesso fu contraffatta.
20. Pozione di San Paolo
La Pozione di San Paolo è la stessa che i Romani chiamavano Potio maior, perché credevano che fosse stata modificata da Paolo di Tarso. Fu descritta da Trotula, donna medico alla Scuola salernitana. Era composta da vino nel quale era stato cotto incenso, peonia mista o numerose altre sostanze, a seconda della patologia che si intendeva curare: natron, antimonio, chiodi di garofano, bacche di alloro, salice, sedano selvatico, prezzemolo, finocchio, carota, mirabolani, liquirizia, rose, succo di cavolo selvatico, origano, zafferano, crescione, papavero, sangue di cormorano, caglio di lepre, di pecora, di capra, di vitello, bile d'orso, sangue di oca… Veniva somministrata agli epilettici, ai catalettici e a coloro che soffrivano di stomaco o di febbre malarica quartana.
21. Pozione di San Paolo
La Pozione di San Paolo è la stessa che i Romani chiamavano Potio maior, perché credevano che fosse stata modificata da Paolo di Tarso. Fu descritta da Trotula, donna medico alla Scuola salernitana. Era composta da vino nel quale era stato cotto incenso, peonia mista o numerose altre sostanze, a seconda della patologia che si intendeva curare: natron, antimonio, chiodi di garofano, bacche di alloro, salice, sedano selvatico, prezzemolo, finocchio, carota, mirabolani, liquirizia, rose, succo di cavolo selvatico, origano, zafferano, crescione, papavero, sangue di cormorano, caglio di lepre, di pecora, di capra, di vitello, bile d'orso, sangue di oca… Veniva somministrata agli epilettici, ai catalettici e a coloro che soffrivano di stomaco o di febbre malarica quartana.
22. Spongia somnifera
LLa Spongia somnifera è semplicemente una normale spugna marina, imbevuta nell’aceto o nel vino assai scadente che si distribuiva ai legionari romani, insieme all'estratto di alcune piante velenose, come cicuta o mandragola, e a qualche goccia di oppio. La combinazione di queste sostanze produceva un effetto soporifero/tossico ed era utilizzata nel caso dei condannati a morte tramite crocifissione per accelerarne il trapasso. Gli evangelisti la menzionano concordi nel racconto della morte di Gesù Cristo.
23. Tintura di Iodio
La tintura di iodio, il più famoso dei disinfettanti, è una soluzione di iodio al 7% in una miscela di alcol etilico e acqua alla quale si aggiunge un sale, lo ioduro di potassio. Fu inventata nel 1909 dal medico e politico Antonio Grossich e fece subito buona prova durante la guerra italo-turca del 1911–12. Di colore rosso-giallastro-bruno, macchia facilmente (si pulisce con alcol). Tra i disinfettanti storici possiamo ricordare anche l’acqua ossigenata (o perossido di idrogeno H2O2), oggi usata quasi soltanto dai parrucchieri.
24. Triaca
La Triaca fu una delle medicine più popolari lungo un arco di tempo lunghissimo. Era già usata nell’antico Egitto come antidoto contro i morsi di animali velenosi in genere. La ricetta poteva contenere sino a un centinaio di ingredienti diversi, scelti anche a seconda del prezzo che il paziente poteva pagare. Col tempo fu considerato una panacea, ovvero un rimedio universale contro diversi mali. La più famosa ricetta è di Andromaco il Vecchio, medico personale dell'imperatore Nerone (I° sec. d. C.), il quale modificò il Mitridatium antidoton, polifarmaco usato da Mitridate re del Ponto (132–63 a. C.), implacabile nemico di Roma, aggiungendo un trito di carne di vipera e dando origine alla Theriaca magna o Triaca di Andromaco. Medici insigni e di differente origine come Galeno (che preparava la triaca per l'imperatore Marco Aurelio), Avicenna, Mosè Maimonide e numerosi altri furono entusiasti di questo composto. Molte città italiane si arricchirono con il monopolio del farmaco. Fu ancora usata durante la famosa e terribile epidemia di peste nera che colpì quasi tutta l'Europa nel 1348; soltanto nel corso del XIX secolo scomparve dalla sua composizione la carne di vipera, ma l'uso durò fino ai primi decenni del XX secolo!