Laboratorio galenico

IL LABORATORIO GALENICO

Il laboratorio galenico è lo spazio dove il farmacista prepara personalmente i rimedi. Prende il nome da Galeno (129-200 d.C.), famoso medico dell’antichità.

Nato a Pergamo, in Asia minore, dopo aver studiato medicina sacra nel tempio dedicato ad Asclepio Galeno viaggiò a Smirne, a Corinto e ad Alessandria d’Egitto. Tornato nella sua città natale lavorò per qualche anno come medico alla scuola dei gladiatori, dove imparò come curare traumi e ferite. Successivamente si recò a Roma e diventò medico di corte dell’imperatore Marco Aurelio.

Per Galeno medicina e filosofia devono sempre dialogare tra loro. I suoi scritti e i suoi repertori di rimedi di origine vegetale furono tenuti nella massima considerazione per tutto il Medioevo.

Famoso è il suo aforisma:

“Contraria contrariis curantur”

(I mali si curano con i loro contrari). 

Galeno è al centro della scena anche in questo Theatro farmaceutico tardo seicentesco, insieme a maestri antichi – Ippocrate, Mesue, Dioscoride, Ermete Trismegisto – e moderni: Arnaldo da Villanova, Paracelso, Van Helmont.

Alle loro spalle tutti gli elementi presenti nella farmacopea, che lo speziale usa per allestire medicamenti semplici o composti; di fianco un grande scaffale da farmacia.

laboratorio

Semplici e composti

Si definiscono semplici (dal latino medievale  medicina simplex) i rimedi costituiti da un solo principio, per esempio le erbe medicinali coltivate un tempo nell’Orto dei semplici; l’origine di tali rimedi può essere anche minerale o animale.

Sono invece dette composti le sostanze formate dall’unione di due o più elementi, aventi tra loro un rapporto fisso.


 

MISCELATORE

Con l’ingresso della chimica nella pratica farmaceutica anche gli strumenti a disposizione per le preparazioni subiscono una notevole evoluzione. A partire dal XIX secolo le principali farmacie si dotano di laboratori chimici e di macchine per la produzione semi-industriale di sciroppi, capsule, compresse, pomate…Appaiono le prime incapsulatrici, i miscelatori per grosse quantità di fluidi, le impastatrici. Verso la fine del secolo fa la sua comparsa anche tutto il necessario per la produzione di soluzioni sterili: autoclavi, filtri in ceramica, stufe a secco, soffierie ed infilatrici.

 miscelatore


 

L’ enciclopédie

L’Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri (Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers) può essere considerata come il manifesto dell’Illuminismo in quanto si pone l’ambizioso obiettivo di sintetizzare e diffondere le principali conoscenze del tempo. Inizialmente prevista in dieci volumi, l’opera completa ne comprenderà trentacinque (dei quali tredici di tavole) e richiederà più di vent’anni di lavoro (1751-1772).

Tra le diverse discipline trattate, la chimica è di particolare interesse per la farmacia. I simboli delle diverse sostanze, inizialmente legati a filosofie esoteriche (Tabulae affinitatum), a partire dal 1813 sono sostituiti dalle attuali lettere, per merito dello scienziato svedese Jöns Jacob Berzelius.

Enciclopedia laboratorio dell'alchimista


 

SUPPOSITORE E MICROSCOPIO

Dall’antichità a oggi lo speziale/apotecale ha avuto a disposizione un’ingente varietà di “attrezzi del mestiere” funzionali a conoscere, riconoscere, ponderare, preparare, conservare, ostendere e curare. Le storie di questi strumenti si intrecciano con quelle degli uomini che li hanno inventati, maneggiati o che ne hanno tratto beneficio. Il microscopio, inventato nella seconda metà del XVI secolo, diviene importante strumento nel riconoscimento delle nuove droghe provenienti dai paesi extraeuropei; il suppositore è indispensabile per confezionare, in forme e dimensioni opportune, preparazioni farmaceutiche con materiali fusibili alla temperatura del corpo (burro di cacao, gelatina con glicerina …) e sostanze medicamentose; il clistere, il cui uso è autorizzato solo dopo aver sostenuto un esame pubblico e una pratica di almeno quattro anni, è somministrato presso la casa dell’ammalato con l’aiuto di un giovane praticante e perciò risulta economicamente oneroso. Con il boom economico della seconda metà del XX secolo anche i consumi inerenti la cura subiscono dei mutamenti: gli strumenti non sono più di esclusiva pertinenza del farmacista, ma si diffondono a livello domestico. In quasi tutte le case degli italiani compare l’apparecchio per aerosolterapia che riproduce artificialmente il processo di nebulizzazione, permettendo ai principi attivi di arrivare più in profondità nei polmoni rispetto alla tecnica dei suffimigi o fumenti.

suppositore e microsopio


i veleni e i rimedi

Le scatole dei farmaci mostrano l’evoluzione dei rimedi curativi nel tempo.

Un’eco delle imprese coloniali si avverte nel Rimedio d’Abissinia contro l’asma: contiene una carta impregnata di farmaco che, bruciata, sviluppa un fumo respirato dall’ammalato (primo concetto di aerosol). Custodito in una scatola di legno perché teme l’umidità, si basa sul principio che per curare i polmoni bisogna ridurli ai minimi termini inalando venefici fumi di carte azotate. Tra gli ingredienti troviamo la cicuta e lo stramonio, altamente velenosi.

L’Emulsione irradiata Zef, prodotta da una delle più antiche industrie farmaceutiche italiane (Zambon di Vicenza), ripara dai raggi solari d’alta montagna. Pubblicizzata nel 1939, quando le più imponenti pareti delle Dolomiti erano appena state scalate, si ricollega anche alla diffusione del turismo nelle principali località alpine. 

La Pasta dentifricia Binaca omaggia i clienti più fedeli con un gioco di carte dedicato al ciclismo, proprio in quell’anno 1952 in cui i due eterni rivali, Fausto Coppi e Gino Bartali, durante il Tour de France si passano la celebre borraccia.

I veleni qui selezionati - digitalina, stricnina, atropina, arsenico e mercurio - sono tra i più potenti. Data la pericolosità e il labile confine tra rimedio/veleno (nella composizione dell’Erbamil vi è anche la morfina), vengono conservati in farmacia separati dagli altri medicinali, in un apposito armadio chiuso a chiave.

 veleni e farmaci