Intro

Il caducèo, di origine antichissima, è costituito da un bastone intorno al quale si attorcigliano due serpenti, talvolta anche uno solo. Il bastone, sormontato dalle ali del dio greco Hermes (Mercurio per i Romani), ha in sé una valenza di messaggio, di potere, di mistero. Lo scettro sta nelle mani di chi detiene il comando, mentre i due rettili avvolti possiedono qualità e difetti che, come il farmaco, tuttora si contrappongono in una sorta di manicheismo, suscitando perplessità o forse sgomento. Il serpente si arrotola intorno al bastone, rappresentante l’albero della vita: il suo veleno si trasforma in rimedio. Il caduceo ha valore idealmente taumaturgico, in realtà il rettile si identifica con il "colubro di Esculapio", cioè il saettone (Elaphe longissima o Zamenis longissimus), un biscione lungo circa due metri, assai diffuso, forse mordace ma non velenoso. Esso rappresenta l’equilibrio psicosomatico, per cui la vera guarigione e la vera risurrezione sono quelle dell’anima. Oggi è l’emblema universale della scienza medica.

 

PROFESSIONE FARMACISTA

Tra Ottocento e Novecento l’evoluzione della medicina e della farmacia è rapidissima.La scienza medica viene posta su nuove basi e raggiunge un’efficacia mai sperimentata prima nell’identificare la causa delle principali malattie, aprendo la via a cure più efficaci e mirate. Tra il 1930 e il 1945, con l’introduzione di sulfamidici e antibiotici, le infezioni vengono messe sotto controllo, mentre negli anni Cinquanta e Sessanta la ricerca si applica ai farmaci antitumorali e contro le malattie metabolico-degenerative (malattie cardio-vascolari, diabete ecc.).

Anche la farmacia viene rivoluzionata. Lo sviluppo della chimica permette di sintetizzare in laboratorio i principali componenti, senza bisogno di estrarli da sostanze vegetali, animali o minerali. La produzione dei farmaci diventa un’attività industriale nella quale i tedeschi si impongono grazie ai loro avanzatissimi laboratori. Nel 1863 viene fondata la Bayer che, dopo la Prima guerra mondiale, confluisce nel gruppo IG Farben. Nel ‘900 il primato passerà agli Americani.


ingresso mostra

In Italia l’evoluzione è molto più lenta. La maggior parte dei medicinali sono ancora importati e venduti dai droghieri e solo gradualmente alle vecchie botteghe degli speziali di origine quattrocentesca si affiancano i primi laboratori farmaceutici. La trasformazione avviene attraverso il ricambio generazionale, all’interno di dinastie di farmacisti le cui origini risalgono anche al Seicento. Alcuni farmacisti si distinguono per lungimiranza e spirito imprenditoriale, come il biellese Giovanni Battista Schiapparelli (1795-1863), attivo a Torino, con il quale si apre la stagione della chimica farmaceutica italiana. Nel 1824 Schiapparelli fonda lo stabilimento che porta il suo nome e per primo nel nostro Paese produce il  Solfato di Chinino, essenziale nella lotta contro la malaria.

Nel frattempo a Milano Carlo Erba (1811-1888) prende in gestione l’antica Farmacia di Brera in via Fiori Oscuri (ancora esistente) e comincia un percorso che lo porterà verso il 1860 a fondare l’azienda che porta il suo nome, producendo e commercializzando un’ampia gamma di prodotti. Un suo collaboratore, Lodovico Zambeletti (1841-1890), pubblica nel 1869 il Trattato dei medicamenti, dopo un’attenta ricognizione della farmacopea degli altri Paesi, e fonda uno stabilimento che avrà un grande futuro. Nel frattempo l’Istituto sieroterapico milanese (1896) garantisce la disponibilità di sieri e vaccini.

 



farmacista al lavoro

Il farmacista, che alterna la vendita delle sue preparazioni a prodotti industriali, si è ormai completamente distinto dallo speziale. La nuova professione è riconosciuta e regolamentata dalla legge Crispi-Pagliani “Tutela dell’Igiene e della sanità pubblica” n° 5849 del 22 dicembre 1888. Nel 1892 viene introdotta la Farmacopea Ufficiale del Regno d’Italia, regolarmente aggiornata nel tempo; nel 1910 viene creato l’Ordine dei farmacisti e il relativo albo professionale. Ormai alla professione si accede solo dopo un rigoroso percorso di studi universitari e tra i diversi atenei si distingue Pavia (la Facoltà di Farmacia risale al 1933). La F.O.F.I.  - Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani – si costituisce a Napoli il 4 ottobre 1912. Soppressa durante il fascismo in favore di un sindacato di regime, riprende la sua attività nel 1946.

 

Nel secondo dopoguerra il farmacista opera in stretta collaborazione con il Servizio sanitario nazionale, ridimensionando la preparazione galenica a favore della vendita di farmaci confezionati. Negli ultimi tempi tuttavia si avvertono i segni di una riscoperta della tradizione riletta con rigore moderno, insieme alla consapevolezza di come la farmacia non sia solo un negozio, quanto piuttosto il primo e più immediato presidio sanitario sul territorio a tutela della salute dei cittadini.

Farmacista

L’arte della farmacia si ricongiunge ai suoi inizi nella riscoperta della cura e della dimensione umana di questa antichissima professione